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BIBLIOGRAFIA CRONOLOGICA
DELLE SCIENZE BIOEDUCATIVE
Frauenfelder E., Santoianni F. (2002) a cura di, Le scienze bioeducative. Prospettive di ricerca, Liguori, Napoli. Traduzione inglese Frauenfelder E., Santoianni F. (2003) eds., Mind, Learning and Knowledge in Educational Contexts, Cambridge Scholars Press, Cambridge.
Il testo nasce dall'incrocio a più voci di studiosi provenienti da differenti ambiti di ricerca (pedagogisti, neuroscienziati e psicologi) con l'obiettivo comune di ipotizzare la definizione di un possibile terreno di studio confinante tra la pedagogia e le bioneuroscienze. Dieci autori rispondono a sei interrogativi, filo conduttore dei vari saggi, relativi al possibile incontro tra il mondo delle bioneuroscienze e il processo della formazione umana, nell'intento di approfondire le scienze bioeducative come "una direzione chiave nel futuro dell'educazione" imprescindibile nello studio della mente e della formazione dell'uomo.
Santoianni F. (2002), Prospettive bioeducative nella ricerca pedagogica contemporanea, I Congresso Internazionale delle Scienze Bioeducative, Mente, apprendimento e conoscenza nei contesti formativi, Napoli, 24-25 Ottobre.
Le scienze bioeducative pongono quale focus della ricerca l'individuazione di possibili relazioni tra la pedagogia e le bioneuroscienze, nell'intento comune di avvicinarsi a una comprensione più profonda del funzionamento della mente e del sistema uomo. Il tentativo di dialogare e di costruire una interazione reciproca e una relazione dinamica tra queste discipline, pur partendo da basi teoriche e da metodi di indagine profondamente diversificati, si muove verso lo studio di problematiche comuni affrontando il tema della formazione con una pluralità di interpretazioni, attraverso una visione interattiva delle relazioni organismo/ambiente, emozione/cognizione, natura/cultura. Si aprono, di conseguenza, tre differenti prospettive di ricerca: epigenetiche, biodinamiche e sinergiche.
Frauenfelder E., Santoianni F. (2002), Percorsi dell'apprendimento. Percorsi per l'insegnamento, Armando, Roma.
Partendo da un punto di vista bioeducativo la conoscenza dei meccanismi di funzionamento della mente degli alunni risulta premessa ineludibile del ruolo docente. Le due autrici, passando in rassegna i criteri fondamentali dei tre principali modelli dell'apprendimento nel corso dei Novecento (comportamentista, cognitivista e post-cognitivista), provano ad analizzare le ricadute di tali concezioni sul piano formativo e didattico delineando possibili percorsi di insegnamento. Il testo si snoda attraverso un piano teorico di presentazione dei modelli della relazione formativa ma presenta anche un piano operativo caratterizzato da schede ed esercizi di metodo che accompagnano l'approfondimento dei modelli formativi presentati.
Santoianni F., Sabatano C. (2002), Architetture cognitive. Apprendimenti e memorie, Pensa Multimedia, Lecce.
Il volume in esame è suddiviso in due sezioni speculari che affrontano rispettivamente la tematica degli apprendimenti (apprendimento associativo, apprendimento elaborativo, apprendimento collaborativo e apprendimento implicito) e la tematica delle memorie (memoria a breve e a lungo termine). Entrambe le sezioni presentano percorsi tematici inerenti ai due argomenti generali e collegamenti di approfondimento ai temi affrontati, alle possibili metodologie applicabili e alle tematiche bioneuroscientifiche di riferimento. Inoltre nell'ultima sezione vengono proposti utili strumenti di supporto quali glossari, figure e articoli scientifici utilizzabili come spunto nei processi formativi e didattici.
Orefice P. (2002), I domini conoscitivi. Origine, natura e sviluppo dei saperi dell'Homo sapiens sapiens, Carocci, Roma.
Il volume rappresenta uno studio interdisciplinare nel quale i processi di strutturazione e di costruzione della conoscenza sono interpretati, rielaborati e ripensati alla luce di problematiche biologiche e neuroscientifiche. L'approccio alla formazione si apre alla considerazione globale dell'uomo, elemento complesso e dinamico in continua trasformazione, mosso da molteplici spinte evolutive e complesse interazioni tra i domini sensoriali, emozionali e conoscitivi che lo contraddistinguono. Si ritiene, quindi, aspetto ineludibile del processo formativo di ogni individuo, l'identità biologica di cui è portatore, definendola, più in generale, come chiave interpretativa propria del motore evolutivo dell'Homo sapiens sapiens.
Santoianni F. (2003), Sviluppo e formazione delle strutture della conoscenza. Tendenze di ricerca nella pedagogia contemporanea, ETS, Pisa.
Interpretati in prospettiva bioeducativa i processi di formazione epigenetica della mente tenderebbero a emergere dall'intersezione di una pluralità di dimensioni interagenti che procederebbero in modo ricorsivo tra aspetti individuali e aspetti sociali. Obiettivo delle scienze bioeducative appare, quindi, quello di interpretare e di comprendere lo sviluppo individuale nella sua interezza, prestando particolare attenzione alle reciproche influenze tra meccanismi individuali e sociali di formazione delle strutture della conoscenza, definendo sempre nuove sinergie e diversi incontri tra l'individuo e l'ambiente.
Santoianni F. (2003), Le scienze bioeducative, in Santoianni F., Striano M., Modelli teorici e metodologici dell'apprendimento, Laterza, Roma-Bari, traduzione spagnola Santoianni F., Striano M. (2006), Modelos teóricos y metodológicos de la ense–anza, Siglo XXI Editores, Messico.
Nel contributo in analisi emerge la teorizzazione delle scienze bioeducative come paradigma propositivo della relazione epistemologica tra pedagogia e bioneuroscienze, evidenziando la possibilità di rintracciare in esse una "nicchia epistemologica" di riferimento significativa per le problematiche formative. Le scienze bioeducative affrontano il tema della formazione attraverso una molteplicità di relazioni sinergiche che tendono a studiare l'individuo nel proprio aspetto globale di organismo complesso e biodinamico ampliando, inoltre, l'analisi al rapporto adattivo che intercorre con l'ambiente in cui risulta immerso.
Orefice P. (2003), La formazione di specie. Per la liberazione del potenziale di conoscenza del sentire e del pensare, Guerini, Milano.
Nella società globale della conoscenza la formazione, raccogliendo la sfida di lavorare in una prospettiva di specie, coinvolta cioè nella piena e completa realizzazione di ciascuno e di tutti, diviene un diritto universale. Lavorare sistematicamente alla liberazione e alla modificazione significativa del potenziale conoscitivo di cui ogni individuo è dotato per natura risulta essere compito fondamentale della formazione di specie. In tale ottica interpretativa la pedagogia è chiamata a occuparsi degli aspetti del sentire e del pensare di ogni uomo, delle "emozioni intelligenti" e dei "pensieri sentiti", facendoli dialogare e muovendosi verso la ricerca del pieno successo individuale in una prospettiva lifelong learning.
Sabatano C. (2003), Dal corpo alla mente. Prospettive teoriche e metodologie formative, Liguori, Napoli.
Argomento nodale del testo risulta essere l'evoluzione della concezione del corpo e della corporeità all'interno dei vari modelli teorici e metodologici che sono andati susseguendosi nel panorama pedagogico degli ultimi anni. Si passano in rassegna, inoltre, le fondamentali caratteristiche delle prassi formative che a partire da tali concezioni sono andate sviluppandosi, arrivando alla proposta di una pedagogia del corpo che supporti prospettive di formazione body oriented - che tendano, cioè, in un'ottica biodinamica, a interpretare il corpo come elemento basilare e ineliminabile nello svolgersi della relazione formativa.
Frauenfelder E., Santoianni F., Striano M. (2004), Introduzione alle scienze bioeducative, Laterza, Roma-Bari.
Dopo una iniziale rassegna dei passaggi di evoluzione dal concetto di biopedgogia alle scienze bioeducative, vengono esplicitati nel testo in esame i cardini epistemologici di tali scienze che appaiono caratterizzati da relazioni complesse tra i numerosi e articolati aspetti che possono veicolare lo sviluppo individuale (relazione natura-cultura, apprendimento-sviluppo e forma-funzione). Le tre prospettive di ricerca che compongono le scienze bioeducative - epigenetica, biodinamica e sinergica - approfondiscono il processo di evoluzione soggettiva attraverso differenti focus di ricerca, guardando al concetto centrale di educabilità come chiave interpretativa dello sviluppo individuale.
Santoianni F. (2004), Didattica bioeducativa, in Iavarone M.L., Sarracino F., a cura di, Le parole chiave della formazione, Tecnodid, Napoli, 2004.
Sabatano C. (2004), Come si forma la memoria. Ipotesi sperimentali di ricerca bioeducativa, Carocci, Roma.
Partendo dalle indagini condotte dalle neuroscienze cognitive sul tema della memoria, vengono presentate possibili ricadute e suggestioni pedagogiche riguardanti il ruolo della memoria e della protomemoria all'interno dei processi individuali di sviluppo e gli aspetti regolativi e di influenza in tali processi. L'autrice, seguendo una chiave interpretativa di matrice bioeducativa, illustra i principali congegni che regolano la formazione della protomemoria - intesa come congegno intersecato da tre dimensioni nodali: corpo, implicito e emozioni - nei primi anni di vita, analizzando la possibile influenza che i vincoli biologici, le differenze individuali e la variabilità contestuale possono generare su tale sviluppo.
Santoianni F. (2005), Dai processi di apprendimento alle strutture della conoscenza: mente, metafore e contesti culturali, in Santoianni F., Striano M., a cura di, Strutture della conoscenza. Linguaggi del pensiero, Editore Pisanti, Napoli.
Il contributo in esame incentra l'attenzione sul focus della ricerca pedagogica che ha messo in luce il passaggio trasformativo dai processi di apprendimento alle strutture della conoscenza. L'autrice passa in rassegna ed esamina le numerose metafore della mente che tendono a incidere sulla relazione insegnamento-apprendimento e i principali modelli della formazione cui esse risultano correlabili. All'interno dei processi di costruzione della conoscenza, intesa come oggetto di ricerca distinto e distinguibile dalle espressioni di significato individuali, viene sottolineato, quindi, non solo il valore dei fattori soggettivi, ma anche e soprattutto quello dei fattori sociali e culturali delle società di appartenenza.
Sabatano C. (2005), Formare al senso di sè. Percorsi e problemi pedagogici, ETS, Pisa.
Il processo formativo scaturisce dalle sinergie di molteplici dinamiche tra loro interagenti, in continuo altalenare tra dimensioni individuali e biologiche e dimensioni sociali e culturali. Il volume, partendo dall'interpretazione del soggetto in formazione come realtà biopsichica complessa, prova a indagare il ruolo e le peculiarità dei processi di memoria all'interno dei modelli di formazione che sono andati evolvendosi nel corso degli anni. Viene, inoltre, indagato il valore pedagogico dell'oblio, inteso come risorsa per il consolidamento delle tracce mnestiche, e l'interazione che si crea tra l'attivazione emozionale e i processi di memorizzazione nei percorsi di costruzione del sè.
Santoianni F. (2006), Educabilità cognitiva. Apprendere al singolare, insegnare al plurale, Carocci, Roma.
Nell'intento di tracciare le linee guida dell'educabilità cognitiva il testo si snoda in un duplice percorso di analisi: da una lato presenta un tracciato teorico che ripercorre le principali interpretazioni del concetto di educabilità, analizzato all'interno del quadro epistemologico delle scienze bioeducative, e dall'altro individua alcune ricadute formative che derivano dalle coordinate teoriche delineate in precedenza. Vengono, inoltre, individuati possibili itinerari di analisi dinamica delle strutture di conoscenza prototipali, raggruppabili in quanto strategie adattive soggette a criteri di componibilità strutturale e di compatibilità evolutiva.
Santoianni F. (2006), Elisa Frauenfelder, oltre la biopedagogia. Storia e prospettive di una ricerca di frontiera, in Orefice P., Sarracino V., a cura di, Cinquant'anni di pedagogia a Napoli, Liguori, Napoli.
L'autrice, attraverso una ricognizione generale dell'evoluzione storica del concetto di biopedagogia, presenta le principali direzioni di ricerca, passate e presenti, che hanno caratterizzato e caratterizzano il lavoro scientifico di Elisa Frauenfelder. Ne vengono qui delineati i tratti peculiari del pensiero di ricerca identificabili con la "morsa" del biologico nello sviluppo soggettivo, nell'idea di una spinta auto-organizzativa e autopoietica nell'individuo, nel riconoscimento della specificità strutturale e funzionale del sistema uomo e dei vincoli che la regolano, ribadendo così il ruolo intenzionale, progettuale e preventivo dell'educazione e il ruolo individuale e sociale nei processi di educabilità.
Sabatano C. (2006) a cura di, Giocare con la memoria. Esperienze pedagogiche e materiali didattici, Pisanti, Napoli.
Il testo illustra i risultati di una indagine frutto della collaborazione tra ricercatori universitari e docenti della scuola primaria sul tema della memoria infantile e sui fattori che tendono a influenzarne lo sviluppo. Dopo una iniziale introduzione sull'importanza che la figura dei docenti-ricercatori sta assumendo all'interno del panorama pedagogico attuale, vengono illustrate le ipotesi e gli esperimenti dei tre step della sperimentazione PROACT-PM (Protomnestic Activity-Previsonal Meausurement) con i relativi risultati. Nella seconda parte del testo viene, inoltre, presentato un protocollo didattico dotato di materiali e schede di approfondimento del quale i docenti possono fruire per la propria attività formativa.
Santoianni F., Sabatano C. (2007), a cura di, Brain Development in Learning Environments. Embodied and Perceptual Advancements, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge.
Il testo è il frutto di un lavoro collaborativo che ha visto il coinvolgimento di esperti di differenti discipline che hanno concentrato la propria attenzione verso un oggetto di ricerca di interesse comune, individuabile nei congegni e nei meccanismi peculiari del processo di sviluppo individuale. Nasce da qui una riflessione multidisciplinare che, attraverso tre macro temi di ricerca - la cognizione incarnata, gli aspetti dei sistemi percettivi e il design di ambienti di apprendimento - delinea come proprio fulcro di indagine l'analisi degli aspetti che interagiscono nel processo di sviluppo del cervello all'interno degli ambienti di apprendimento. Adottato nel Corso P01752 Introduction to Mind, Language, and Embodied Cognition tenuto dal Prof. Andy Clark, MSc in Philosophy, Università di Edimburgo.
Santoianni F. (2009), a cura di, Costruzione di ambienti per lo sviluppo e l'apprendimento. Il protocollo formativo C.A.S.A. per la scuola primaria, Consorzio Editoriale Fridericiana, Napoli.
Nell'intento di rispettare la doppia circolarità prassi-teoria-prassi e teoria-prassi-teoria propria dell'epistemologia pedagogica, si è tentata una collaborazione tra ricercatori universitari e insegnanti di scuola primaria finalizzata al trasferimento dei più recenti avanzamenti di ricerca delle scienze bioeducative nella formazione scolastica. Lo scopo generale del progetto risulta quello di promuovere, in senso pedagogico, la progettazione e lo sviluppo di ambienti integrati di apprendimento. Il protocollo, composto da sezioni teoriche, metodologiche e applicative, si muove col proposito di orientare i percorsi e le strategie operative, cercando di sviluppare e di diffondere nella scuola "buone pratiche" per la prevenzione del disagio cognitivo nei processi di sviluppo.
Frauenfelder E., Santoianni F. (2009), a cura di, A Mente Aperta. Ambienti di Apprendimento, Contesti di Formazione, Atti del II Congresso Internazionale delle Scienze BioEducative, Editore Pisanti, Napoli.
(a cura di Marina Capasso)
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